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COME LE METAFORE ALLENANO IL CERVELLO

granoSe qualcuno ci dice che quella persona è “un pezzo di pane” capiamo subito che si tratta di una persona buona, non ci fermiamo al significato letterale dell’espressione.
Stiamo parlando della metafora, una particolare produzione del linguaggio umano che rappresenta uno schema fondamentale attraverso il quale il cervello comprende il mondo.
Il nostro linguaggio quotidiano è pieno di metafore: in media ogni uomo usa una metafora ogni sei parole; in una giornata, dunque, una persona mediamente pronunciano 16.000 parole, per un totale di 2.600 metafore, alcune delle quali sono talmente entrate nell’uso comune che non vengono neanche più percepite come tali.
Nonostante questo grande uso che ne facciamo, la metafora è un’operazione mentale complessa come spiega Valentina Bambini, ricercatrice del Ne. T. S. dell’Università di Studi Superiori di Pavia «le metafore ci costano, da un punto di vista cognitivo, molto di più delle frasi tradizionali. Certo, c’è un beneficio, legato all’effetto estetico, ma anche a quello della comprensione, della spiegazione dei concetti, questo aspetto del linguaggio implica grandi costi in termini di attività del nostro cervello».
Valentina Bambini con il suo gruppo di ricerca attraverso tecniche di neuroimaging hanno individuato quali parti del cervello si attivano quando leggiamo delle frasi. «Si è osservato – spiega – che l’uso normale del linguaggio attiva la parte sinistra del cervello, mentre la lettura di metafore mette in funzione anche la parte destra e, soprattutto, una regione di incontro fra i vari lobi del cervello. Leggere metafore, dunque, comporta costi cognitivi, ed è di fatto un’operazione complessa del cervello ».
Altri studi effettuati su pazienti con ictus e lesioni del giro angolare sinistro hanno mostrato che esistono specifiche strutture cerebrali deputate a elaborare nello specifico il linguaggio metaforico. Sembra proprio che il cervello umano si sia evoluto privilegiando le strutture che consentono di comprendere i concetti astratti; il giro angolare sinistro è infatti molto più sviluppato negli ominidi che negli altri primati.
In un esperimento del 2012 pubblicato su Brain and Language Midori e colleghi dell’Università di Hokkaido in Giappone hanno studiato l’attivazione cerebrale di soggetti sani mentre ascoltavano frasi metaforiche e similitudini. Ambedue le forme linguistiche attivano il giro inferiore frontale (implicato nella comprensione del linguaggio), ma le similitudini attivano anche la corteccia frontale mediale, che è responsabile dei processi di inferenza, mentre le metafore attivano la corteccia prefrontale di destra che è legata alla comprensione del linguaggio figurativo.
Le stesse parole quindi vengono elaborate in modo diverso a seconda delle loro funzione espressiva.

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